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Numeri a confronto. Difesa da rinnovare e modulo da rivedere. Ed una riflessione tattica per Mazzarri...
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Siamo al giro di boa ed è lecito fare un raffronto con il girone d'andata dello scorso anno, avendo presente che quest'anno il Napoli ha giocato 10 volte in casa e nove volte fuori mentre lo scorso anno fu esattamente il contrario. Questi i dati di sintesi: 7 punti in meno (lo scorso anno 36) 4 vittorie in meno, una sconfitta in meno e 5 pareggi in più. 12 punti dalla prima classificata (l'anno scorso 4) 21 Gol fatti in casa (5 in più) 13 gol fatti fuori casa (come l'anno scorso) 13 Gol subiti in casa (6 in più) 8 gol subiti fuori casa (4 in meno rispetto all'anno scorso). Un bilancio non esaltante, ma nemmeno indecente. I maggiori problemi si sono avuti nelle partite casalinghe, dove, evidentemente, l'imperativo "vincere" trova le squadre avversarie preparate a schierarsi a specchio e combattere con le stesse armi degli azzurri e, paradossalmente, le usano meglio! Perché pressano i nostri esterni e conquistano sistematicamente la superiorità a centrocampo. Tuttavia bisogna dire che contro l'Udinese, che adotta di suo il modulo della difesa a tre, il Napoli ha vinto così come contro la Juventus, che si schierò a specchio per l'occasione, il Napoli era sul 3-1 e non vinse per un evidente calo fisico nel finale. Dunque questo discorso lascia un po' il tempo che trova. Ed allora crediamo che il problema principale di questa squadra risieda, oggi, nella qualità della difesa. Purtroppo il trio Campagnaro-Cannavaro-Aronica appare logoro, ma non tanto sul piano fisico quanto sul piano tecnico-tattico. Questi tre difensori raramente danno il via alle azioni; quando si scambiano la palla sembra quasi che se ne stiano liberando, talvolta appoggiando la palla in modo impreciso, finché uno dei tre (il più delle volte il buon Paolo) la butta avanti… e talvolta in affanno per la ricordata imprecisione nell'appoggio di un compagno di reparto. Le distrazioni difensive ci possono stare, e sicuramente sottraggono punti; basti ricordare il gol segnato al San Paolo dal Bologna quale esempio, e non l'unico. Ma il vero problema sta nei lanci lunghi sistematici che fanno i nostri difensori: scavalcano il centrocampo e sono raramente precisi, con la conseguenza che la squadra avversaria riparte sistematicamente. In queste condizioni i nostri centrocampisti devono svolgere i loro compiti prevalenmente nella fase di opposizione e raramente di costruzione del gioco. Crediamo che anche queste situazioni di gioco stiano facendo apparire i nostri centrocampisti come inadeguati. Raramente vediamo l'azione del Napoli svilupparsi a partire dai difensori attraverso appoggi ad uno tra Inler e Gargano piuttosto che Hamsik o Lavezzi. Probabilmente questa carenza, che naturalmenete esiste anche nelle partite in trasferta, sta pesando più dell'anno scorso, quando il Napoli ha avuto l'abilità (fortuna o chiamatela come volete) di segnare tantissimi gol nei minuti finali. Quest'anno non succede; la differenza, ci sembra, è tutta lì. La squadra è sostanzialmente la stessa, semmai anche migliorata in diversi elementi della panchina (Pandev su tutti) ma non è riuscita a guadagnare quei punti che oggi mancano. In pratica, il cammino del Napoli, sul piano del gioco, non è dissimile dallo scorso anno e, come lo scorso anno, rimane un'ottima squadra, capace di fare risultato con chiunque (ma, ahimé anche di perdere con squadre sulla carta inferiori). E non è paradossale dire che proprio per questo, il cammino in champions è ampiamente giustificato, anzi, chissà, forse se avessimo partecipato ad un girone con squadre diverse, turche, ucraine o greche, oggi non saremmo agli ottavi! E allora dove conduce questa analisi? Non certamente a dare "suggerimenti" al Mister: davvero non ne ha bisogno, perché trae comunque il massimo da questa rosa. Ma una riflessione ci sia consentita: se nel Napoli giocasse il Mascherano del Barcellona, centrale difensivo atipico ma straordinario, non cambierebbe qualcosa? Pensate, Mazzarri non tradirebbe il suo modulo e, nell'impostazione della manovra offensiva questo "centrale double face" potrebbe salire e partecipare alla costruzione, evitando così l'inferiorità numerica nella zona centrale del campo, anzi favorendo addirittura la superiorità numerica contro avversari disposti a specchio! Direte, giustamente, che Mascherano sta al Barcellona e lì rimane... E se il nostro Mascherano lo interpretasse Gokhan Inler? E allora, perché non provare? Fuori un difensore, al suo posto il Leone Maschera...to, e dentro un altro centrocampista (Dzemaili o Donadel). (C) RIPRODUZIONE RISERVATA
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