Dalla notte magica di Vila-Real al sintetico di Novara il passo è da gigante. E' come quei sogni interrotti che si cerca di recuperare riaddormentandosi a forza, è come passare dalla notte degli Oscar alla sagra della castagna: la mente è inebriata da tutte le sfumature della felicità, gli occhi sono abbagliati dal luccichio di flash e riflettori, l'anima è colma di autostima e orgoglio per aver scritto la storia. Ma più che di favole, imprese, miracoli sportivi si dovrebbe parlare di progetto serio e vincente, quello che nel 2004 era simboleggiato dallo 0 del fallimento e che 7 anni dopo sfoggia il numero 16 come le squadre qualificate agli ottavi di Champions League. Una strategia perfetta eppure spesso oggetto di critiche per questo o quel calciatore da comprare, per i pochi o troppi soldi spesi e così via. Più che un carro insomma ora servirebbe una portaerei dei vincitori per accogliere tutti quelli ansiosi di salirvi post-passaggio turno. Poco male, alla fine i detrattori fanno simpatia e colore. L'importante, ora, è che il progetto acquisti continuità, che il tenere testa agli squadroni europei diventi un'abitudine, che il sensazionalismo di un Ottavo di Champions lasci spazio alla normalità. Ricomincio da Novara diventa dunque il titolo del film da domenica sera nelle sale, il primo mattone per il futuro, perché il sacrificio di punti sull'altare della Champions è stato tanto necessario quanto pesante e quindi è tempo di risalire la corrente. Per fare questo serve innanzitutto una doccia di umiltà, serve abbassare la testa e considerare Novara, Roma e Genoa come Mancheaster City, Bayern Monaco e Villareal: tre finali con un solo risultato. Mano sul fuoco che è questo che Walter Mazzarri ha detto ai suoi stamattina alla ripresa degli allenamenti, magari sottolineando che non può sempre scaraventare avversari fuori dal campo per dare la scossa. Devono bastare le parole e la capacità individuale di ogni giocatore di ripartire da zero chiedendo un ultimo sforzo, per quest'anno, a polpacci e quadricipiti. Se poi qualcuno non dovesse dare garanzie da questo punto di vista poco male, si ricorrerà ad un giusto turn-over, visto che ora elementi come Zuiniga, Pandev, Dzemaili e Fernandez sembrano qualcosa in più che semplici alternative. A Gennaio poi qualcosa sul mercato si dovrà fare per garantirsi qualche soluzione in più. Prima però tocca chiudere il 2011 in grande stile, bisogna riportarsi ai piani alti della classifica, lì dove volano le aquile e le Grandi d'Europa.