Chi è il Napoli. La domanda, a questo punto, sorge spontanea. E' quello capace di fare sei gol alle milanesi e schiantare il Villarreal in Champions o quello che raccoglie un solo punto tra Chievo, Fiorentina e Parma? In molti direbbero subito: il primo perché figuriamoci se l'altro può essere il vero Napoli. E invece lo è, nel senso che gli azzurri sono entrambe le cose: sono quelli del gioco spumeggiante contro Milan e Inter e quelli mai scesi in campo a Verona, sono quelli che ruggiscono in casa del Manchester City e quelli scialbi contro la Fiorentina, sono quelli dei 5 minuti di fuoco contro il Villareal e quelli ingenuamente infilati in contropiede dal Parma. Due facce della stessa medaglia insomma. Il problema però è che va bene la gloria che solo la Champions può regalare, ma troppi sono i punti regalati in campionato, quasi come se fossero il giusto sacrificio alla causa europea. Per fortuna che ancora una volta la classifica è stata magnanima, con la prima della classe ai minimi storici in termini di punti, così da limitare i danni. Sarà difficile per gli azzurri giocarsi ancora il jolly e non vedersi superare da chi sta dietro, vista la manciata di punti in cui sono raccolte le prime 10-11 squadre in classifica. E' necessario dunque trovare il giusto equilibrio tra i due Napoli, è obbligatorio diversificare l'importanza delle varie competizioni. I due gol presi dal Parma più che errori tattici sono lacune di concentrazione, e questo succede quando la testa sta da un'altra parte. Certo se poi l'altra parte si chiama Bayern Monaco qualche giustificazione in più la si può anche trovare. Domani sera al San Paolo andrà in scena l'apoteosi del tifo partenopeo, con tutti i record di spettatori stracciati. Contro i bavaresi più che una partita è un appuntamento con la storia, è l'occasione per consacrarsi nell'elite del calcio europeo. Sono passati 22 anni da quel 2-0 rifilato ai tedeschi dal Napoli d'oro di Maradona e Careca, quello che poi avrebbe vinto la Coppa Uefa. Curioso che sulla panchina dei bavaresi, quel 5 Aprile 89, ci fosse proprio Jupp Heynckes, l'attuale allenatore dei bavaresi. Passabile insomma che la testa fosse già rintronata dalla musichetta dei campioni e dal fragore impetuoso dei 60 mila di Fuorigrotta, ma solo per una notte. Dopo bisognerà recuperare i punti lasciati per strada già dalla prossima trasferta a Cagliari, e guai a venir meno in concentrazione. Grandi o piccole poco importa. Di Napoli ce ne dovrà essere uno soltanto.