Il Napoli "forza 6" lascia un po' l'amaro in bocca, provoca un senso di gioia contenuta mista a rammarico e con un pizzico di rabbia. Troppo facile esaltarsi per un risultato "tennistico" contro un avversario mai sceso in campo, non sarebbe intellettualmente onesto. Non c'era bisogno di rifilare 6 gol Genoa per ricordarsi del valore dell'undici azzurro, già ampiamente dimostrato durante il cammino in Champions League e contro le grandi in campionato. Una reazione d'orgoglio, dopo le nefandezze contro la Roma, era d'obbligo, ed è stato bello vedere come la squadra si sia stretta intorno all'allenatore, quasi a dire: "Noi siamo con te". Quell'abbraccio collettivo dopo il secondo gol di Cavani è il 3° dei tre punti da cui ripartire nel 2012, è la Compattezza da sempre sinonimo di Anima della Mazzarri band. Gli altri due si chiamano Coerenza e Umiltà: la prima nell'approccio a tutte le gare, siano esse di Campionato, Coppa Italia, Champions o del Torneo della parrocchia, la seconda nel rispettare ogni avversario sia esso il Chievo o il Manchester City. Da troppo tempo nell'aria di Castelvolturno tira un inspiegabile aria di appagatezza post-Champions, come se tutto ciò al di là della musichetta non contasse o comunque non meritasse impegno e dedizione, cuore e concentrazione. Sarebbe bastato poco per chiudere il 2011 a ridosso delle prime tre, un pizzico di grinta in più. E invece sono 8 i punti da recuperare dal terzo posto, quello che spetta al Napoli per centrare il quarto fattore dell'anno nuovo, la Continuità. Già dalla ripresa del campionato, l'8 Gennaio al Barbera contro il Palermo, gli azzurri dovranno lanciare il primo segnale, quello che parte dalla testa e comanda tutto il resto: comportarsi da Grande sempre, dovunque, e contro chiunque, far in modo che il fattore-Champions serva da stimolo e non sia un Handicap. Insomma maturare, crescere a livello di mentalità: dovrà lavorare su questo più che sulla tattica Walter Mazzarri, anche se qualche volta piacersi di meno e organizzarsi meglio in campo non guasterebbe. E se qualche voce di troppo avrà l'effetto visto ieri col Genoa, ben venga. Lo spogliatoio unito viene prima di tutto. Palermo,dunque, e poi Bologna, e Siena: i primi kilometri dell'anno nuovo offrono subito agli azzurri la possibilità di rimettersi al passo, di scrollarsi di dosso le briciole e vestire i panni del Top Club, uno stato mentale più che tecnico-tattico. E se l'anno nuovo, a sentire i Maya, sarà l'ultimo anno per tutti allora varrà la pena di chiudere in bellezza, varrà la pena di vivere il 2012 a forza 6.