Una partita spocchiosa tra due moderate squadre anonime, assecondate da innumerevoli errori, stop errati, goal elementari sbagliati, rimpalli fortunosi, un goal negato dall'arbitro e un pensiero al Chelsea.
L'alibi del pallore della partita infrasettimanale, della sfortuna, di un avversario cinico, dell'arbitro, non è percorribile. Da esaminare con attenzione la difficoltà dell'applicare il fuorigioco e Luis se n'è accorto.
Di una partita da serie b olandese ricordo con ammirazione il cross di Gargano per il Pocho, le meravigliose azioni di Zuniga e la crescita di Paolo Cannavaro, il resto è sembrato un tentativo disordinato di rimontare.
L'infortunio di Lavezzi fa più rumore del suo ennesimo errore; è la quarta sospetta partenza anticipata, spero non sia così.
Si parla di Eduardo Vargas, si sogna il Chelsea, ritengo possa esserci un problema mentale, di debolezza emotiva oltre che di sfortuna.
Da considerare anche il numero di reti fatte col modulo 3-5-2, pochissime e soprattutto in Italia.
La crescita atletica non è andata di pari passo con quella mentale e purtroppo ieri si è visto.
Non dimentichiamo che la Roma resta l'organico più completo del nostro campionato.
La media da bassa classifica non lascia molte possibilità di un ritorno a sentire certe musiche, la coppa Italia lascia l'unico spiraglio di alzare un trofeo verso il cielo e sarebbe opportuno crederci. Noi però nel miracolo ci crediamo sempre.
Il dubbio Pocho mi devasta, faró fatica a dormire, sento quasi di dargli degli alibi, ha capito di meritare un'altra categoria. E' diventato devastante, speriamo non lo sia anche nelle nostre supposizioni prenatalizie.
La distanza dalle ultime è imbarazzante e il Napoli fortunato, folle e immenso, alla corte dei miracoli di Walter di un anno fa, capace di accumulare trenta punti oltre il novantesimo, si è trasformato in un atleta un po' zoppo e distratto.
La Sampdoria di un anno fa aveva lo stesso ritmo, di certo non la nostra Champions...
Un Napoli molle e inferiore a molte; una sconfitta nel derby potrebbe significare una profonda crisi. Attenti.