Stavolta sì, stavolta è lecito fare appello alla dea bendata affinché torni a sorridere al Napoli, perché solo un accanimento della mala sorte può rendere l'idea di quanto successo ieri al San Paolo. Hanno dato tutto gli azzurri per conquistare i tre punti, quelli che in casa mancano dal 4-2 al Lecce di inizio dicembre, quelli negati dal signor Banti di Livorno e dai suoi assistenti. Si, perché alla fine un gol buono il Napoli l'aveva fatto, e sarebbe stato il giusto premio ad un secondo tempo dominato con il gioco e con la grinta d'un tempo. Ma la premiata ditta arbitro-guardalinee ha deciso diversamente, confermando quanto di brutto s'era già visto prima, con una gestione intimidatoria dei cartellini e un fuorigioco inesistente di Cavani lanciato a rete nel primo tempo. Meglio, in questi casi, fare appello al gergo calcistico della "serata no". Sarebbe però un errore, adesso, fare di tutta l'erba un fascio. I due punti negati ieri dalla terna arbitrale pesano di più a causa di quelli persi in precedenza solo per demeriti del Napoli. Contro Genoa, Siena e Bologna non c'è stato bisogno del Banti di turno: gli azzurri hanno raccolto ciò che hanno seminato in termini di approccio alle partite, concentrazione difensiva, lucidità nel costruire gioco. E anche ieri, nonostante tutto, i primi 45 minuti sono stati consegnati nelle mani del catenacciaro Cesena, con un Inler fuori da ogni trama di gioco. Affiancare Dzemaili a Gargano a centrocampo e lanciare Vargas dall'inizio poteva essere forse una soluzione migliore per scardinare la fortezza romagnola. Chissà però che l'ingiustizia subita ieri non possa far bene al Napoli, che non possa risvegliare l' orgoglio e la grinta dell'undici azzurro in vista prima della Coppa Italia e poi della Champions League. Provare a vincere la prima, con l'Europa League già guadagnata, e centrando i quarti della seconda significherebbe dare un senso, più che dignitoso, alla stagione. In campionato poi solo se si ripartirà dal secondo tempo col Cesena si riconquisteranno i favori della Dea Bendata. In caso contrario non basterà prendersela con l'arbitro.