Alzi la mano chi non lo ricorda sgroppare come un forsennato sulla fascia sinistra nella difesa a quattro, parliamo di Massimo Tarantino ne La Soffitta Azzurra. Il Napoli lo acquistò nel 1989 per pochi milioni di lire dal Catania, allora in Serie C, e lo mandò a farsi le ossa prima a Monza e poi a Barletta. Dal dopo Maradona, stagione calcistica 1991-92 entrerà a far parte in pianta stabile della rosa azzurra fino al 1996.
Turiddu, come veniva chiamato in radiocronaca da un giovanissimo Raffaele Auriemma, collezionerà 99 presenze senza mai segnare, ma sciorinando grandi prestazioni e tanti assist. Andrà via destinazione Inter dove, complice un infortunio, non giocherà mai. Nel 1997 passa al Bologna dove rimane per cinque stagioni. Una sua autorete segnata in zona cesarini nel match contro la Juventus, che stava terminando sul risultato di parità, è una delle concause dello scudetto perso dall'Inter nel 2002. Chiuderà con la Serie A nel 2002-2003, dove milita nelle fila del Como. Chiude la carriera con il Pavia nel 2006, dopo una parentesi alla Triestina. Attualmente è il dirigente sportivo del Bologna.