Il Napoli è in difficoltà in campionato, specie negli incontri in casa contro avversarie di bassa classifica. E' proprio in queste partite che si costruiscono i successi stagionali, lo testimonia il cammino della squadra azzurra nella scorsa stagione. Purtroppo, in queste ultime giornate, la squadra azzurra non sembra in grado di portare i tre punti a casa in questo genere di impegni a differenza di quanto accadeva dodici mesi fa. Aldilà dei raffronti con quel che è stato, è inevitabile interrogarsi sulle cause che determinano i problemi della formazione di Mazzarri in queste partite. Nelle ultime due uscite interne, la squadra azzurra ha incontrato Bologna e Cesena, raccogliendo solamente due punti, troppo pochi per un gruppo che ha ambizioni europee. Non va meglio neanche in trasferta per la verità: le ultime due gare esterne del Napoli sono coincise con l'incolore pareggio di Siena e la sconfitta di Marassi contro il Genoa. Sommando il tutto, il risultato è di tre punti in quattro partite. Il dato assume connotati ancor più inquietanti se si tiene conto che tale ruolino di marcia è stato conseguito nel mese in cui la squadra azzurra si è potuta impegnare esclusivamente sugli impegni nazionali, essendo ferma la Champions League. La giustificazione del grande dispendio di energie fisiche e mentali dovute alla partecipazione alla grande manifestazione continentale tiene fino ad un certo punto: di tutte le squadre ancora in corsa in campo internazionale, tra Europa League e Champions League, il Napoli è quella che ha la classifica peggiore. Si può eccepire che Lazio e Udinese, negli impegni continentali, non hanno avuto a che fare con Bayern e Manchester City ma nove e undici punti di distacco rispetto alla due compagini sono oggettivamente troppi.
A determinare tale ritardo, hanno concorso una serie di eventi. Esternamente alla squadra azzurra, gli errori arbitrali sono stati il fattore che più di tutti ha sottratto punti ai partenopei. A fronte dell'unica decisione che ha favorito gli azzurri, l'inesistente rigore fischiato per fallo su Maggio in Inter-Napoli 0-3, Cavani e soci hanno da recriminare riguardo almeno quattro partite, in cui sono stati chiaramente penalizzati. Circa le partite precedenti a Napoli-Cesena, oltre ai rigori, abbastanza netti per la verità, non fischiati agli azzurri in Napoli-Fiorentina e Napoli-Parma, tornano in mente il secondo goal bianconero in Napoli-Juventus 3-3, viziato da un fallo netto su Maggio e l'azione che ha portato al terzo goal dei padroni di casa in Genoa-Napoli 3-2 in cui il solito Maggio pare essere vittima di un fallo. Senza tener conto di altre situazioni dubbie, ipoteticamente, potevano essere minimo nove punti in più per il Napoli, mica male. Mazzarri fa bene a lamentarsi, quindi.
Il tecnico, però, dovrebbe accompagnare alle lamentele una seria autocritica. E' stato anche il Napoli che, troppo spesso, si è messo in condizione di soffrire delle decisioni arbitrali: contro la Juventus, gli azzurri vincevano addirittura 3-1, poteva finire 3-2 con un po' di attenzione in più e, forse, si poteva evitare di andare al riposo sotto di due goal nella gara contro il Genoa. Non sembrano convincere, a tal proposito, alcune decisioni tattiche prese dall'allenatore azzurro nel corso delle ultime partite. Troppo spesso si è cercato il cambio di modulo attraverso sostituzioni che hanno determinato lo spostamento di più di un calciatore in campo, creando qualche problema di ordine tattico. Il passaggio alla difesa a quattro in corso d'opera non sembra sortire troppi effetti positivi. L'ingresso in campo di Zuniga al posto di Britos nella partita contro il Cesena, ad esempio, ha finito per costringere Dossena a tenere la posizione, limitandone le sortite offensive. E' stato proprio l'esterno di Lodi, limitato dalla presenza del colombiano lungo la sua stessa fascia, a lasciare il posto a Vargas dopo dieci minuti dall'ingresso in campo di Zuniga. Il giovane cileno si è trovato a far densità in una prima linea schierata con ben tre attaccanti più Hamsik, entrato nel frattempo al posto di Dzemaili, limitato per tutto il primo tempo da Colucci. Schierare molti giocatori offensivi non sempre si traduce nel segnare tanti goal: la presenza in campo di tanti attaccanti, qualche volta, finisce per facilitare la difesa avversaria che si trova ad avere dei punti di riferimento, specie quando dalle fasce non si riescono ad aprire le maglie della retroguardia avversaria. Da registrare, per quanto riguarda il reparto offensivo, la prestazione, finalmente positiva, di Vargas. Il cileno sta iniziando a prendere confidenza con il nostro calcio, dando sfoggio, a sprazzi, del talento che lo ha reso celebre in Sudamerica. Nelle partite in cui manca Lavezzi, gli potrebbe essere concesso più spazio. Ha i numeri per fare la differenza, sarebbe un peccato vederlo sottoutilizzato come Victor Ruiz nella scorsa stagione.