Date a Cesare quel che è di Cesare, date a Ferlaino quel che è di Ferlaino e date a De Laurentiis tutto ciò che è di De Laurentiis.
Due epoche diverse, due modi di intendere il calcio diverse. Due esperienze imprenditoriali diverse. Due uomini diversi. In tutto.
Due tempi diversi. Ferlaino presidente per decenni, De Laurentiis non ne ha finito nemmeno uno.
Quanto ci ha messo Ferlaino a vincere? E soprattutto, come ha vinto? Nessuno vuole togliere qui meriti che solo ciechi non possono vedere : la storia ne è testimone, la cronaca ha raccontato, la storia è memoria. Ferlaino quando ha vinto? Quando ha portato i più grandi dirigenti e soprattutto quando ha portato i più grandi giocatori, numero uno compreso. Onore a lui che ha consegnato alla storia vittorie scolpite nella pietra.
Ma come fece Ferlaino a competere con il nord da sempre vincente? Ha dovuto spendere molto di più di quanto incassava, e neanche bastava.
L'era di Diego è finita e due generazioni hanno pagato un prezzo enorme : il Napoli , affogato nei debiti ha avuto una discesa ripida fino al fallimento ed all'inferno della serie C, per non parlare dell'intermezzo di intere stagioni vissute nell'anonimato. Affogato nei debiti neanche l'imprenditoria napoletana si è davvero interessata. Per circa 15 anni le luci del San Paolo si sono accese molto ma molto poco.
Le gioie di sette anni pagate a carissimo prezzo per quasi venti anni : chi nega, o non c'era, o confonde la storia con la cronaca.
De Laurentiis non ha vinto nulla. Neanche un trofeo. Squadra solita, in campo e soprattutto fuori. Bilanci in ordine, patrimonio in crescita e siamo tra le prime sedici d'Europa. Utili e cassa, un'azienda che si auto alimenta da sola e non ha bisogno di aiuti esterni cioè debiti, e tutto questo nel panorama più delicato della storia dell'economia italiana.
Non ha vinto nulla , vero, perchè invece di dissanguarsi e magari specularci sopra ha costruito qualcosa ....che duri nel tempo a certi livelli.
Le ragioni di Ferlaino non sono i torti De Laurentiis e prima di vincere è ora di crescere.
Alessandro Tullio e Gaetano Savastano del gruppo Amo Il Napoli Calcio