Leggevo in questi giorni l'autobiografia di Diego pubblicata da Fandango. Con colpevole ritardo, lo ammetto. L'avevo lasciata lì, sul cassetto, e ogni volta mi dicevo "Ma che la leggo a fare, cosà potrà dirmi di nuovo"? E invece non era così. Infatti, oltre ad aver scoperto la sua versione su tante cose – come un certo "complotto" per farlo fuori dal campionato italiano e da Usa '94 – c'è una frase che mi ha particolarmente colpito. Nel giorno della sua presentazione al San Paolo il Pibe disse a cuore aperto: "Voglio vincere per i bambini di Napoli perché loro mi ricordano quelli poveri di Buenos Aires". Detto, fatto: in 7 meravigliosi anni ecco due scudetti, una Uefa e una Coppa Italia. Lui si accollò tutti sulle spalle; spesso indicava a Ferlaino i calciatori da acquistare e da lì partì il riscatto della storia azzurra. Chiuso il libro, con la mente ancora frullante di impressioni, vado un po' su Internet e trovo un articolo che parla proprio di Maradona. E non a caso, perché l'ultimo precedente in Coppa Italia tra Napoli e Cesena fu nel 1986-87, quando il Napoli sconfisse i romagnoli 3-1 (Diego segnò anche un bel gol). Lo stesso anno (quello del primo scudetto), il 10 di sempre avrebbe alzato al cielo la stessa Coppa Italia, che da allora gli azzurri non avrebbero più vinto. Allora mi sono detto "Che strano; chissà se è un segno, una premonizione o un buon auspicio, proprio adesso che dobbiamo giocare col Cesena". Corsi e ricorsi storici, per citare immeritatamente Vico. Poi i piedi scendono per terra. E la terra dice che quest'anno l'occasione è piuttosto ghiotta anche perché sia gli ottavi che i quarti li giocheremo tra le mura amiche. Il Napoli (e ne sono convinto da inizio anno, non dal Genoa e dal Palermo) può giocarsela con chiunque se è in forma, a prescindere che in campo ci sia Vargas piuttosto che Lavezzi o Pandev piuttosto che Cavani. Fermo restando che il per lo scudetto la strada si è messa storta e che la Champions realisticamente è un'utopia, perché non provare davvero a vincere questo titolo? Dopo Diego, qualcun altro, prima o poi, dovrà alzare un trofeo al cielo. Cavani o il Pocho sarebbero perfetti.