Il ministro Lotti: "Pronta la riforma dei diritti tv. ADL sbaglia e vi spiego perchŔ"

Scritto da Redazione in Interviste13 OTT 2017 ORE 08:48

Per un verso annuncia di voler accontentare De Laurentiis, per altro non accoglie il suo "richiamo". Il ministro dello sport Luca Lotti risponde a De Laurentiis con un'intervista al quotidiano Il Mattino annunciando una riforma dei criteri di distribuzione dei diritti tv rinnovando la legge Melandri, come chiesto dal patron, ma non rispondendo al patron secondo cui sarebbe dovuto intervenire sulla cessione dei diritti effettuata da Infront, che non ha accontentato il numero uno del Napoli. "Vogliamo inserire nuovi criteri di distribuzione dei diritti televisivi nazionali nella legge di stabilitÓ dopo aver studiato la legge Melandri che risale a nove anni fa. Ci sarÓ un confronto in Parlamento, anche in vista delle elezioni dei vertici della Lega: terremo conto delle loro osservazioni sulle nostre idee. La mia proposta Ŕ una modifica basata su criteri che diano un maggiore equilibrio e una misurabilitÓ pi¨ certa. Questo provvedimento rientra in un progetto pi¨ ampio. Tre punti, tre pilastri: l'impiantistica sportiva, perchŔ la riforma del calcio passa anche attraverso la possibilitÓ di giocare in impianti migliori; la governance della Lega, che dovrÓ finalmente avere una linea di indirizzo con un amministratore delegato e un presidente con pieni poteri che vadano a vendere il proprio prodotto e appunto, la rivisitazione della legge Melandri. Tra gli obiettivi di questa organizzazione del nostro lavoro c'Ŕ quella di avvicinare di pi¨ le famiglie agli stadi, da rendere pi¨ sicuri e confortevoli, anche attraverso il superamento della Tessera del tifoso. Sulla cessione dei diritti tv da parte di Infront? Non spetta a me commentare le cifre, dire se sono alte o troppo basse. Non Ŕ il compito del ministro dello sport. Ma se i soldi sono il doppio rispetto al precedente accordo non posso che esserne contento. Magari si potrÓ arrivare al quadruplo o al quintuplo della cifra e su questo deve lavorare la Lega. De Laurentiis ha fatto la storia del cinema e sta facendo bene nel calcio, ma sta sbagliando. Ma non pu˛ chiamarmi in causa sull'accordo tra Infront e la Lega: un accordo firmato nove anni fa dalla Lega, sottoscritto anche da De Laurentiis che ne faceva parte, mentre io allora ero il capo di gabinetto del Comune di Firenze. E poi, al di lÓ delle colorite espressioni del presidente del Napoli, non posso intervenire sull'advisor".

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