"Ventisei anni fa, vincemmo a san Siro con il gol mio e quello di Diego. Sono in grado di raccontarglieli nel dettaglio: sul mio, un tocco lieve, finì in rete pure Paolo Maldini. E per chiudere la partita, poi, servì una magia del vero fenomeno del calcio: punizione dal limite, secondo voi Maradona dove poteva mettere quel pallone?". Amarcord firmato Bruno Giordano, storico attaccante del Napoli d'oro che - in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport - ha raccontato le sue sfide al Milan. L'ex componente della MaGiCa ha rivelato anche della visita in questi giorni a un altro componente di quel tridente, il più grande calciatore di tutti i tempi: "Sono appena rientrato da Abu Dabi, sono stato con mia moglie per dieci giorni ospite di Maradona. L'ho trovato in gran forma, fare l'allenatore gli piace e poi il calcio da quelle parti è più evoluto di quello che sembra. Abbiamo vinto 2-1. Ero là a tifare per Diego, per la sua squadra. Tra di noi c'è un'amicizia sentitissima, un affetto reale. Sono stato felice di ritrovarlo e lui, come sempre mi ha manifestato il suo calore, i suoi sentimenti".
Da allora a ora. Giordano parla della sfida nella sfida che andrà in scena questo pomeriggio: "Ibrahimovic e Cavani meritano discorsi separati, perché sono completamente diversi, imparagonabili e dunque compatibili. Non oso pensare cosa farebbero assieme. Cavani è il classico attaccante moderno. Non ti dà punti di riferimento, viene indietro a a sostenere la fase passiva; raddoppia, marca, riparte. A campo aperto, fa male. Cerca la profondità, ha una corsa elegante, raggiunge qualsiasi pallone. E pure di testa ci sa fare. Ibrahimovic ha una personalità spiccata, come pochi nell'universo calcistico attuale. Troppo semplice rifugiarsi nella sua potenza fisica, in quella statua di marmo che non sposti. Chiede il pallone, lo tiene, lo copre, lo smista, lo capitalizza. Un mostro. Non a caso vince lo scudetto sempre".