ESCLUSIVA - Gifuni: "Due grandi ritorni, il vice-Callejon perfetto e una splendida notizia al 100%"

Scritto da Redazione in Interviste19 MAG 2017 ORE 20:07

Il Football Leader - i migliori votano i migliori, è ormai alle porte, il 5-6-7 giugno, a Napoli, si svolgerà la nota kermesse con tanti ospiti di prestigio tra cui De Laurentiis, Cavani e Quagliarella. Di questo e di tanto altro ne abbiamo parlato con il collega Gianluca Gifuni, giornalista di Mediaset e Radio Marte e tra gli artefici della manifestazione organizzata da DGS Sport&Cultura.

L’edizione 2017 del Football Leader si annuncia epocale per ospiti, temi ad ampio raggio, valori etici e soprattutto impegno sociale con iniziative di grande sensibilità. Ci siamo, manca davvero poco.

 “Si. Edizione particolare, epocale, certo, ma soprattutto direi più “istituzionale” per sede e location visto che approdiamo a Napoli. Tanti i preziosi e prestigiosi angoli della città in cui si svolgeranno i lavori e le varie iniziative. E’ un passaggio importante essere arrivati qui con Football Leader, Napoli chiude il cerchio alle varie partnership con l’AssoAllenatori, la Lega Calcio e via discorrendo. Ci saranno stelle internazionali, i premiati dell’AssoAllenatori, pro manibus come sempre, il solito circuito dei tecnici che votano a Coverciano con le schede legate a società, allenatore, fair play, migliore U21 ecc., e poi altre categorie votate dai 7 direttori delle testate giornalistiche più importanti, televisive e carta stampata, a livello nazionale. Ci saranno, Cavani, De Laurentiis, Simone Inzaghi, Antonello Venditti, Fabio Quagliarella, il Sassuolo, Arrigo Sacchi, Fabio Capello. Tanti anche i temi sociali, la manifestazione si aprirà con la visita degli allenatori ai detenuti del carcere di Poggioreale per illustrare una iniziativa che sarà fatta lì nei prossimi mesi proprio dagli allenatori. Abbiamo in animo anche una vista al Santobono-Pausilipon con allenatori e calciatori per dare una mano alla fondazione Carmine Gallo, insieme alla San Carlo Patatine, che si occupa di servizi collaterali  come la Casa di Alice che è un progetto in cui Football Leader crede molto: in pratica sono appartamenti messi a disposizione delle famiglie (che vengono da altre città) dei bambini malati di leucemia e tumore ricoverati a Napoli e che dovranno soggiornare qui molto tempo. Il 6 giugno è in programma la premiazione al Royal Continental, nell’Auditorium, oltre 500 persone, un grande spettacolo e poi una cena di gala. Per il 7, invece, è previsto un convegno sul rapporto allenatori-giornalisti, allenatori-presidenti”. 

 I napoletani non vedono l’ora di riabbracciare due ex idoli.

 “Cavani e Quagliarella, due grandi ritorni. Sono curioso di vedere cosa accadrà con De Laurentiis visto che da quando sono andati via non si sono più rivisti. Il presidente è rimasto legato a tutti e due soprattutto dopo aver saputo quel che gli è accaduto (è stato vittima di stalking, ndr). Quando Cavani ha saputo del premio era felicissimo. Lascerà il ritiro della Nazionale a Nizza e poi rientrerà per Uruguay-Italia, gara amichevole. Fabio, invece, vede il riconoscimento come una consacrazione della sua napoletanità a tutti gli effetti dopo gli spiacevoli avvenimenti di cronaca. Entrambi contentissimi dell’invito e del premio, ci hanno inviato messaggi molto belli”.

 I due hanno espresso a chiare lettere il desiderio di rivestire la maglia azzurra…

 “Per Cavani è fantacalcio, soprattutto per le cifre, anche se è innamorato di Napoli dove vivono  la ex moglie con i figli e tanti amici. A prescindere, questa città gli resterà sempre nel cuore e sarà sempre un riferimento per l’esplosione calcistica e perché i suoi bambini sono nati qui. Magari potrebbe tornare in altra veste, ma non da calciatore. Per Quagliarella una chiusura di carriera non è da escludere. Sarebbe opportuna, De Laurentiis potrebbe dargli una chance dopo l’equivoco che portò al divorzio”.

 ADL-Sarri, solo equivoci? Il tecnico vorrebbe arricchirsi con il prossimo contratto.

 “Non sono solo equivoci. Non ero presente quando Sarri in conferenza ha detto di ambire ad arricchirsi con il prossimo contratto. L’ho interpretata serenamente quella frase. Ognuno di noi ha un sogno, ma non credo che in quelle parole ci fossero messaggi subliminali, reconditi e nascosti, ma qualche dubbio c’è ascoltando il parere di tutti. Sarri guadagna 1,5 milioni circa, non è poco, probabilmente meriterebbe di più per quello che ha dimostrato. Ma De Laurentiis in passato ha offerto 4 milioni sia a Mazzarri sia a Benitez. Tra Sarri e ADL non c’è feeling caratteriale, tanti gli interventi a gamba tesa sui moduli, sull’atteggiamento e non solo, ed è un peccato, ma nonostante ciò sono certo che ci sia tra loro un profondo rispetto personale e dei ruoli, e penso che se De Laurentiis è un imprenditore avveduto, come credo che sia, presto farà il passo di convocare Sarri perché ha capito che è un valore aggiunto e potrà esserlo anche per il futuro”.

 Chi potrebbe essere idealmente l’erede dell’attuale tecnico in un futuro prossimo?

 “Quando Sarri deciderà di andare via da Napoli, spero tra molti anni, mi piacerebbe molto Di Francesco del Sassuolo, è molto vicino a Sarri come idee e qualità di gioco”.

 Polemica bel gioco, spettacolo, circo e risultati. “Bello ma nun abballa”, oppure “brutti sì, ma vincenti”. Sarri o Allegri, a chi ti senti più vicino…

 “Ogni allenatore scala posizioni con i titoli e i risultati, non con il bel gioco, questa è la realtà. Personaggi come Vinicio, invece, verranno sempre ricordati per il bel gioco proposto, certo, ma accompagnato dal rammarico e della beffa di non aver raggiunto il successo. Non è il caso di Sarri. De Laurentiis deve andare incontro alle esigenze del suo tecnico e del Napoli per cercare di vincere: è un dovere per il presidente. Tutte le componenti hanno la convinzione di poter vincere il prossimo anno: se ognuno fa la sua parte, ovvero presidente, dirigenti, calciatori, ambiente, sappiamo che la stagione che verrà potrebbe essere quella buona per il terzo scudetto”.

 Chi è o chi sono i migliori allenatori del momento?

 “Miglior allenatore italiano sul campo, direi Sarri. Nel complesso, ovvero gestione, comunicazione ecc. ecc., direi Allegri. In generale i migliori del mondo sono Guardiola e Ancelotti, allenatori top e maestri di scuole di pensiero agli antipodi, completamente opposte, ma entrambe prime in senso assoluto in questo momento”. 

 E’ il Napoli più bello di sempre?

“Che io ricordi questo è il Napoli più divertente. All’epoca degli scudetti c’era Maradona che faceva divertire con le sue giocate incredibili e poi c’erano momenti in cui la squadra tagliava legna e portava secchi d’acqua. Invece questo collettivo si specchia molto, esteticamente è quasi sempre perfetto, è armonico nel complesso ed è un piacere  veder giocare gli azzurri in tv come allo stadio. E’ un Napoli che ti riconcilia con il calcio in sé e  con la voglia in sè di andare allo stadio”.

 Tra i premiati del Football Leader anche un gioiello italiano che farebbe al caso del Napoli.

 “Parli di Federico Chiesa? (Ride,ndr).  Migliore U21 Football Leader, è sulle orme del padre, il grande Enrico, notevole bomber a livello nazionale e internazionale. Il gioiello della Fiorentina è più di una promessa, un bel giocatore, già affermato. Potrebbe essere l’erede di Callejon perfetto, per tecnica, intraprendenza,  velocità, e sta migliorando anche sul versante difensivo. Non oso immaginare cosa potrebbe diventare nelle mani di Sarri”.

 Mercato in vista del prossimo anno, facciamo un po’ di nomi.

“I nomi per il Napoli, almeno quelli che piacciono a me, sono Kessiè dell’Atalanta, Grimaldo del Benfica, e i due laziali Keita e Milinkovic-Savic. Ma credo che, per essere più realisti, i veri craque del Napoli per l’anno prossimo saranno Rog, Zielinski e Diawara. Mertens rinnova al 100%: ha capito che senza il Napoli e senza Sarri non potrebbe ripetere così facilmente una stagione simile da attaccante sia nei numeri sia nella continuità tecnica. Del pari, il Napoli sa che Dries è funzionale per il gioco: c’è reciproca intesa e corrispondenza di amorosi sensi. Per Ghoulam, invece, il club si guarda intorno. C’è Yuri Berchiche della Real Sociedad in lista che costa e non è proprio un fenomeno, mentre Grimaldo è molto forte, ma servono troppi soldi e non è facile prenderlo. Si prova a trovare l’accordo per Ghoulam. Per Reina, l’esperienza dentro e fuori dal campo e le qualità con il pallone tra i piedi sono troppo importanti anche il prossimo anno. Qualche errore sulla coscienza ce l’ha, ma cambierei Pepe solo se dovesse arrivare uno come Szczesny. Altrimenti andrei su uno tra Skorupski e Meret da mettere alle spalle dello spagnolo prima dell’avvicendamento tra due anni”.

Come si migliora ulteriormente questo Napoli per essere competitivi in Italia e in Europa?

“Il Napoli si migliora inserendo 2 top player da 40-50 milioni con oltre  5 milioni di euro di ingaggio netto. Esempio: Modric,  ma per costo del cartellino, volontà del calciatore e del Real Madrid, è quasi impossibile prenderlo. E allora, visto che non è quella la strada percorribile, si migliora con le idee, con i Rog, Diawara e Zielinski, con qualche affare tipo Candreva se l’Inter dovesse decidere di venderlo a cifre abbordabili. 2 o 3 innesti, portiere compreso. E poi studierei un’alternativa tattica, un altro modulo da usare a partita in corso o per sorprendere un avversario particolare. Una risorsa strategica in più è come avere un altro paio di calciatori. Il fattore sorpresa, ecco, per vincere anche le partite complicate che si pareggiano o che addirittura si perdono”.

 Inter e Milan ai cinesi. Cosa cambia in Serie A?

“Il Milan ha il vantaggio di avere un doppio direttore sportivo, e questo potrebbe favorire un monitoraggio più ampio del mercato internazionale, ma servirà comunque tempo per carburare. L’Inter ha dalla sua, invece, una buona base, tanta voglia e capitali a disposizione per accorciare i tempi della “rinascita”. Meglio i nerazzurri in vista del prossimo anno, ma non credo che i due club possano finire al pronti-via del nuovo corso tra le prime tre del campionato. I supporter milanesi delle due sponde dovranno pazientare ancora un po’.

 Argomento caldo: San Paolo o non San Paolo, questo è il problema

“Il San Paolo deve restare lo stadio del Napoli per sempre, ma lo vorrei vedere luccicante, luminoso, perfetto, colorato, sicuro, a misura di tifoso. Vorrei che fosse eliminata quella ferraglia, magari rinuncerei anche a qualche posto, ma vorrei mangiare d’inverno un piatto caldo di spaghetti al pomodoro con mio figlio, cenare in un pub prima della partita. Poi se vogliamo parlare dei vantaggi sportivi, secondo me uno stadio come quello della Juve, porta almeno 7-8 punti in più, se non 10, per come è strutturato, per il calore della gente, oltre chiaramente ai vantaggi economici. De Laurentiis ha parlato di Bagnoli, spero possa riuscire a realizzare i suoi progetti, è il posto ideale per un nuovo stadio anche se, ripeto, io vorrei sempre il San Paolo. Ho fatto la tesi di laurea in Economia e Commercio su Bagnoli, nel ’96, e davo 10 anni di tempo per concludere i 3 progetti del WWF, della Città della Scienza e del Governo Italiano per riqualificare la zona e farla diventare una nuova città del turismo e congressuale collegata anche alla mostra d’oltremare. Dal 96 al 2006, doveva essere chiuso il progetto secondo quanto scrivevo. Siamo nel 2017 e non è stata messa nemmeno una pietra su cui costruire, e questo mi fa capire che si sono grosse difficoltà. Ma spero di essere smentito”.

La classifica è lo specchio fedele di quanto visto quest’anno?

“La Juve ha avuto più continuità, mentre a mio avviso il Napoli merita di più il secondo posto perché ha meno sconfitte ed ha giocato molto meglio. Chissà se riuscirà a beffare i giallorossi sul fotofinish…”.

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