Cassano: "Non mi sarebbe piaciuto essere allenato da Sarri. Vi dico quanto vale Insigne"

Scritto da Redazione in Interviste14 GEN 2018 ORE 08:23

Attualmente svincolato, Antonio Cassano ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di un'intervista al Corriere dello Sport.

Attualmente svincolato, Antonio Cassano ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di un'intervista al Corriere dello Sport: "Le mie cassanate? La più terribile è stata quella con il presidente della Sampdoria, Garrone. Se potessi pagherei tanti soldi per eliminarla perchè tra noi c'era un rapporto di grande amore. Da padre a figlio. Come spesso è successo, quella volta ho sbagliato io. Poi ci sono quelle al Real Madrid. Era l'epoca dei Galacticos e io avevo 6 anni e mezzo di contratto, ma ci sono rimasto solo 18 mesi perchè sono finito fuori rosa e ogni venerdì prendevo un volo privato per tornare a Roma: mangiavo come un cane e non dormivo la notte. Facevo una vita di m...".

"Chi vincerà lo scudetto? Ancora la Juve. Facilmente. I bianconeri sono di un altro livello: la squadra e la struttura della società sono super e in panchina c'è uno troppo più forte degli altri. Ogni tanto Allegri lo sento con piacere e con affetto. Dybala è un ottimo calciatore, ma non un campione. Lo scorso anno quando era sulla cresta dell'onda è stato paragonato a Messi e io... ridevo. Non scherziamo neppure, per favore: Leo è un'altra cosa. Quello di Sarri è il miglior calcio d'Italia? E chi lo dice? Sarri fa giocare bene una squadra di ottimi giocatori, ma gestire i campioni e fare i risultati come fanno Allegri, Mourinho, Ancelotti, Capello e Guardiola è molto più complicato. Mi sarebbe piaciuto essere allenato da Sarri? No! Insigne? Voglio tanto bene a Lorenzo e ho cresciuto Coutinho all'Inter, ma con questi prezzi il calcio è andato fuori giri. Se Coutinho, che non è un campione, è stato pagato 160 milioni, Messi deve costarne 600 e Cristiano Ronaldo 400. Lorenzo? Almeno 100-110 milioni li vale tutti. Il mio rapporto con Balitelli? Io non ho rotto niente. La scorsa estate a Verona in ritiro mi è venuto vicino Pazzini e mi ha detto che c'era al telefono una persona che mi voleva. "Sono Mario, vedo che parli bene di me. Grazie tante", ha iniziato. "Chi c... sei?". Io ho detto la verità, ovvero che "sei un ottimo giocatore. Se ti vuoi offendere, offenditi pure" gli ho risposto. Io dico sempre la verità e non cambio".

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