L'inferno, Diawara, Sarri e le lacrime da coccodrillo del "biondo": mannaggia 'o pataturco!

 Sono stati impressionanti: 2500 turchi che hanno cantato per 25 mila! Un clima infernale nel settore ospiti di uno stadio che è una bolgia per definizione. Uno spettacolo nello spettacolo di una partita vibrante seppur ricca di errori marchiani, soprattutto sul lato azzurro. La squadra di Gunes tutto sommato ha meritato di vincere perché ci ha creduto lanciandosi nei vuoti di Sarri e soci: vuoti di energie, di idee, di personalità (eccezion fatta per Mertens che ne ha da vendere a quintali). E i supporters delle Aquile Nere hanno soffiato con veemenza sulla incandescente voglia di Quaresma e compagni di tornare a casa con una vittoria. Il tutto quasi sovrastando la voce delle encomiabili Curve del San Paolo. In mezzo l’ennesima prova scialba di Insigne detto il "biondo": irriconoscibile, mai pericoloso, imbarazzante quando ha calciato il rigore. E a fine gara in lacrime. Lacrime da coccodrillo. E' anche colpa sua se è finito in questo vortice. Troppe e dannose polemiche con la società per un rinnovo che ancora non è arrivato.

In mezzo il retropassaggio killer di Jorginho che è la fotocopia sbiadita del regista apprezzato lo scorso anno. In mezzo anche le scelte a tratti stucchevoli di Sarri che insiste su calciatori spompati. E Diawara, nei minuti giocati, ha dimostrato di avere le caratteristiche e la personalità giusta per meritare quella fiducia negata fino ad oggi. D’accordo manca l’attaccante di ruolo, ma dopo un mercato da oltre 100 milioni (dopo la sanguinosa cessione di Higuain) non si possono avere troppe scuse. La stessa gestione di Gabbiadini sul versante societario, tecnico ed emozionale lascia molti dubbi. Sveglia Napoli, cosa succede? Cosa si è rotto al di là di qualsiasi ragionamento tecnico – tattico? Le preoccupazioni iniziano ad essere tante. Mannaggia ‘o pataturco!